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Arcieria                                                                                                  e.mail : office@armeriaromolo.it

                                              

                                                                                           Lettera ad Emilio                                                              Carissimo Emilio , finalmente abbiamo riposto i nostri attrezzi bellici e possiamo dedicarci con più attenzione alle nostre famose ( seghe mentali ) e quindi rispondendo alla tua e-mail  vorrei descriverti la mia esperienza di caccia , visto che solo pochi possono comprendere e capire .                                                                                                                                                             Parto con la descrizione della mia attrezzatura che si compone di: Arco Compound Browning Mist da 70 lb. tarato a 64 lb. con allungo 29 per ovvie ragioni di fisico arrugginito , aste  Carbon express Terminator light hunter da 318 grain , lunghe 71 cm. impennate con penne EP da 50” colore BL e PR a partire da 4,5 cm. dalla cocca compresa e punte da 115 gr. della Muzzy a 4 lame per un totale di peso di 433 grani circa e lunghezza complessiva di cm. 76 .  Ho scelto questa combinazione di freccia leggermente sottodimenzionata alle libbre per motivi tecnici e cioè volevo ridurre al minimo le distanze dei pin , mantenendo un buon equilibrio e quindi creare un ridotto margine di errore di valutazione della distanza  , rinunciando alla precisione assoluta visto che i 2-3 cm. non ci comportano un grave errore di impatto sull’ animale , e comunque  non ho la presunzione di fare il Robin Hood del paglione.   Il rest è il famoso Whisker Biscuit a te copiato ( anche le punte da caccia ) il mirino è il cobra C 535 con 5 pin in fibra ottica , lo sgancio meccanico è il Tru Ball Stinger a presa diretta e lo stabilizzatore è un Nap Schockblocker da 5” e la visette è una Shurz-A-Peep  montata dividendo la corda in tre sezioni .

                                                                                                   La Storia                                                                                                                          Ho dovuto ritornare con la mente a quello che la storia ci aveva da sempre raccontato , per potermi fregiare dei primi incontria quattr’occhi con i miei astuti caprioli e quindi sconfiggere l’ olfatto , la vista e l’ udito di tale selvatico per essere , loro malgrado accettato nel  loro range vitale ( scritto così sembrerebbe anche facile-facile ) ma così non è ,e quindi mi sono dovuto calare nel ruolo di animale che arriva , pianta che aspetta e predatore che colpisce .            “Caspita”  ho la pelle d’ oca nel ripensare a tutto quel sacrificio di viaggi , giornate e considerazioni che mi attraversavano in tutti i momenti della mia giornata , spesa a capire il come il perché e il quando potere agire in modo corretto ad insidiare quel folletto. Io sono un armiere e quindi ho a che fare con armi di tutte le fattezze e caratteristiche , calibri precisissimi e tesi che ci hanno portato a vedere il capriolo come un appuntamento con un bersaglio , quante volte si sente dire tra i selecontrollori “ ti manca quel capo ? non vi è problema , vai alla tale ora , ti metti nel tal posto e spari alla tale distanza “ sembra l’ appuntamento con il Poligono e non viene mai preso in considerazione il Cacciatore di per se stesso, tanto a 200 mt.  l’animale non ha nulla da temere dai predatori e quindi non si allerta.

Torno al racconto scavalcando i premessi agguati ai quali non ho avuto riscontri e arrivo subito alla sera che :                                                                                                                                    Ero in ginocchio da almeno 2 ore dietro una ginestra immobile aspettando con un buon vento nel viso e fiducioso , quando dal  bosco intravedo un ombra che si avvicina al bordo , era la femmina adulta che aspettavo e che conduceva nel prato la femmina piccola che dovevo prelevare , si fanno avanti nel prato a distanza di pochi minuti l’una dall’altra e cominciando da circa 90 mt. da me iniziano ad avvicinarsi brucando qualche punta di erba ,e mano a mano che il mio respiro diventava incontrollabile , loro ignare di chi ci fosse continuavano a ridurre quel distacco a me proibitivo . Il tutto per circa 20 minuti  di vera agonia . Nel frattempo ho scorto  uscire dal bosco una femminina sola  che avevo già notato in altre uscite , alla quale mancava la madre e la fortuna ha voluto che si unisse alle due che già mi erano a circa 40 mt. e ho potuto constatare che a confronto della figlia legittima ,la sola era nettamente più piccola e quando mi si è portata a 25 mt. circa ho deciso che doveva essere lei il mio obbiettivo selettivo.    Trattengo il fiato mentre carico l’ arco e rimango in attesa che si ponga sul fianco nello spazio fra le ginestre , mi assalgono tutti i dubbi del mondo “ ora finisce che fa buio , sono veramente certo della distanza , sarò in linea con il centro della visette , il braccio ce la farà a stare fermo mentre sgancio ???????????????     L’ animale mi avverte e mentre faccio i miei calcoli alza la testa e comincia a fissarmi negli occhi , i nostri sguardi sono fissi l’ uno sull’ altro .   Sgancio la freccia e il capriolo emette un suono sordo di stupore mentre si accascia al suolo a dieci metri di distanza  ed esausto  emette i suoi ultimi respiri.                                                                                                           E’ finita .......le mie emozioni mi assalgono “ Ho predato come un animale prederebbe , onestamente   e di persona , io di fronte a lui , guardandolo consapevole negli occhi , superando la sua diffidenza e assumendomi le mie responsabilità .                                                                                                                                                                                                                                      "Io", quello che tara le macchine perfette per i clienti , che mette a punto ottiche per le distanze più disparate , onde evitare quello sguardo che può indurti a sentirti un po’ approfittatore e scorretto nei confronti di una natura che noi sottomettiamo con la razionalità e strategia che gli altri esseri della terra non hanno avuto il dono di avere .                                             “IO”  ho stabilito il mio limite in questo momento ! quando è possibile ! se deve essere ! voglio che sia di persona ……….

 Con sincero affetto                                                                                                              “ ROMOLO”

 

Contenimento caprioli in quel di SIENA

E' partita l' azione di contenimento dei caprioli nei dintorni della città di Siena e questo è il risultato che gli arcieri abilitati di San Gargano hanno raggiunto alla loro prima uscita....

Ottimo . Bravissimi.                                                                                                                                                                                     Romolo

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